Cristina Campo

Vivere, certo, mio caro amico. Non c’è nulla di più - nulla di meno - da fare. Quanto ad esser felici, questo è il terribilmente difficile, estenuante. Come portare in bilico sulla testa una preziosa pagoda, tutta di vetro soffiato, adorna di campanelli e di fragili fiamme accese; e continuare a compiere ora per ora i mille oscuri e pesanti movimenti della giornata senza che un lumicino si spenga, che un campanello dia una nota turbata.

[stralcio di lettera contenuta in “Il mio pensiero non vi lascia”]

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