Per tutto il viaggio la mia debolezza mi fece appisolare di continuo contro il finestrino dello scompartimento, il Danubio, il gotico, gli imperatori tedeschi, pensavo nel dormiveglia, ma non appena mi riscuotevo il mio primo pensiero andava regolarmente agli ottomila marchi. Il signor Rudolf de Le Roi, il portavoce del Settore Cultura dell’ Associazione Federale dell’ Industria Tedesca che mi aveva procurato la Borsa, non lo conoscevo. Probabilmente sa della mia malattia, pensai, e proprio a causa della malattia mi ha fatto avere la Borsa. Questo pensiero sminuiva la cosa, perché avrei preferito ricevere il premio per Perturbamento o per Gelo e non per il morbo di Boeck. Ma non dovevo almanaccare, mi vietai di svalutare quella Borsa ancor prima di riceverla.